Quante volte ci è capitato, da bambini, di sognare una casetta sull’albero, lontano dagli sguardi vigili dei genitori e degli altri adulti? Quante volte abbiamo cercato di raccattare materiale, anche di risulta, per realizzare la nostra artigianale, semplice, instabile, ma stupenda casa sull’albero? È stato forse questo ricordo d’infanzia che ha spinto l’architetto kazako Aibek Almasov e i suoi colleghi dello studio Masow Architects a creare il progetto del “Tree in the house“, letteralmente “Albero nella casa”. Si tratta di una particolare casa che, invece di sorgere sull’albero, gli si sviluppa intorno.

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Tree in the house, la casa intorno all’albero

La casa è costituita da un cilindro vitreo che racchiude una serie di anelli, ciascuno dei quali corrispondente a un piano e a determinate funzioni dell’abitazione. Al centro si innalza, con tutta l’imponenza dei suoi 12 metri di altezza, un abete secolare la cui chioma sfiora i solai dei vari piani. Gli anelli sono collegati tra di loro attraverso una scala elicoidale che si appoggia al cilindro di vetro.

Al piano terra l’architetto ha raccolto i servizi e la cucina. Il secondo anello, invece, ospita la zona giorno, con area relax dotata di poltrone e altre sedute e di un angolo studio. Al terzo anello, ben lontano dai possibili rumori che potrebbero raggiungere, al contrario, i piani inferiori, è stata collocata la camera da letto. L’ultimo anello, infine, si apre sul panorama circostante con un belvedere che sormonta le cime degli abeti della fitta foresta.

Oltre la semplice “casa sull’albero”

Il progetto Tree in the house, realizzato in soli 5 mesi in cambio di circa 370 milioni di dollari complessivi, si colloca a metà strada tra tradizione e innovazione e presenta una perfetta combinazione di materiali moderni e tradizioni locali. Le lastre del cilindro esterno, infatti, sono realizzate con vetro di ultima generazione, caratterizzato da un basso livello di riflettanza e dall’applicazione di una membrana fotovoltaica trasparente su di esse. Il primo aspetto è molto importante dal punto di vista ambientale perché permette all’albero di ricevere la luce solare e di continuare a crescere pur essendo avvolto nell’involucro edilizio e, contemporaneamente, consente allo spazio interno di assorbire il calore proveniente dal sole, almeno durante le ore diurne, così da limitare i consumi energetici e i relativi sprechi.

Le cellule fotovoltaiche applicate sulle lastre, inoltre, consentono alla casa di essere totalmente autosufficiente. Questo aspetto è stato da subito reputato, dal team di progettisti, di fondamentale importanza, soprattutto per via della distanza notevole che separa il luogo della realizzazione dalla città di Almaty. È stato previsto, infatti, anche un sistema di raccolta, purificazione e ricircolo dell’acqua piovana, così da assicurare all’abitazione una costante fornitura di risorsa idrica pur non essendo direttamente collegata alla rete di adduzione cittadina.

Accanto a questi materiali e a queste scelte formali altamente sofisticate e innovative, si collocano, in perfetta armonia, materiali tradizionali e facilmente reperibili in loco, come il legno e la pietra, ampiamente utilizzati per la realizzazione degli interni della casa intorno all’albero.

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Se la scelta dell’involucro vitreo può apparire poco conveniente dal punto di vista della privacy, per quanto questa possa essere violata nel cuore di una foresta composta da abeti secolari, sicuramente è quella più giusta per garantire alla vegetazione di crescere senza rimanere schiacciata dalla violenta mano dell’uomo costruttore.

Se, infatti, nella maggior parte dei casi si tende ad eliminare gli alberi presenti su un suolo per ricavarne spazio sufficiente alla costruzione, l’innovazione del progetto di Almasov è stata proprio l’intenzione di “aggirare” il problema. In tutti i sensi.

Girando intorno all’albero, infatti, questo viene non solo preservato ma anche protetto, senza che nulla interferisca con il suo naturale ciclo di vita. La natura e l’architettura, insomma, crescono insieme in perfetta comunione e non si ostacolano a vicenda.

“Il progetto vuole offrire un’alternativa alla vivace vita cittadina, riuscendo a mettere insieme un ambiente protettivo e caldo senza creare una separazione visiva con la natura circostante -afferma Almasov- Siamo molto orgogliosi di essere stati coinvolti in un lavoro simile”.

FONTE : architetturaecosostenibile.it